La Donna che “Amo” è Grey Estela Adames – articolo a cura di Sabrina Carbone

ROMA – Cinquew.it ha chiesto alle donne italiane un contributo scritto su una figura femminile apprezzata per le sue gesta, il suo coraggio, la sua cultura. Anche non più tra noi. Di seguito l’intervento di Sabrina Carbone.
“Se si vivesse la Vita come un quadro a volte ci si accorgerebbe ancora di più di come il Tempo non si può fermare. Immagino l’artista, con la sua tavolozza, che preso dall’istinto dell’attimo fuggente dipinge ad olio, con una spatola, seguendo il suo cuore. Può solo seguire il suo cuore. Non ha scelte: se si fermasse a ragionare, il colore ad olio seccherebbe e non riuscirebbe più, con la spatola, ad amalgamare i vari colori”…
Grey Estela ADAMES, in arte “Grey Est” è un’artista che è stata sempre attratta dall’amore per l’arte e per la vita, è nata e vissuta fino all’età di 7 anni nella Repubblica Domenicana a contatto con la natura selvaggia nella tenuta dei nonni. Successivamente trasloca a Caracas, (Venezuela), insieme con la sua famiglia dove compie i suoi studi e in età giovanile frequenta Teatro prendendo parte ad alcuni laboratori teatrali tra i quali, il laboratorio teatrale RAJATABLA e la scuola di “Arturo Placencia”. Intraprende la carriera della moda e sfila per alcune agenzie locali, successivamente diventa rappresentante di vendite per la famosa catena alberghiera Hilton Suite. Ma l’amore ha le sue trame, conosce un cittadino italiano e lo sposa trasferendosi in Italia, e inizia una nuova vita. Le sue inquietudini artistiche lasciano il posto al suo ruolo di madre e di moglie. Nel mentre la sua curiosità la spinge ad indagare nei campi dell’arte studiando le opere dei grandi maestri della pittura di tutti i tempi dai quali trae un cospicuo tesoro. Un giorno spinta da un grande dolore inizia per caso a sfogare il suo malessere su un cartone telato. L’arte per chi ne coglie il canto stupisce di fantastiche emozioni, e riesce a colmare il vuoto del dolore, e Grey sfoga il vuoto del suo dispiacere su una nuda tela che aspettava solo il tocco delle sue dita, per essere riempita di nuovi colori e assaporare un nuovo trasporto verso un nuovo mondo. Inizia a documentarsi sulle tecniche del colore e del disegno e inizia il suo percorso “solitario”, verso una nuova luce, un nuovo orizzonte entra non solo nella sua vita quotidiana ma anche in quella artistica. Inizia a realizzare opere dipinte in modo viscerale e istintivo senza realizzare bozzetti preparatori. Guardando a lungo i quadri di Grey è possibile scoprire un calice pieno di vita, di bellezza, sensualità, sentimenti e interrogativi sulla stessa esistenza… il finito nell’infinito. La metamorfosi di una vita, il colore, i profumi delle sue origini echeggiano nei suoi quadri, che rappresentano un’armonia del creato, un eco del mondo invisibile. L’arte è lo scalpello per scavare all’interno del nostro ego, che dopo averci scolpito riesce a dipingerci dei colori che attraversano l’arcobaleno, e l’arte di Grey non è un quadro muto, parla in silenzio e ti accarezza l’anima. Per Grey la pittura, ma soprattutto l’arte in generale, è un importante mezzo di integrazione tra i popoli, in un mondo dove la differenza etnica allontana le persone. Promuove e collabora in diverse attività culturali affinchè le barriere culturali e razziali che alimentano i pregiudizi sulla varietà delle razze siano demolite.

Le sue discendenze sono legate alle meravigliose e magiche Antille Minori, da Cuba a Portorico alla Repubblica Domenicana, non trascurando le sue origini afro e europee, i cui tratti somatici ricordano questi splendidi paradisi. Ha realizzato diverse mostre personali e collettive, ha riscosso un grande successo sia dalla critica che dalle numerose presenze, oltre ad aver partecipato ad eventi o a programmi televisivi trasmessi su TV satellitari, e data la sua particolare sensibilità e il suo vissuto, partecipa regolarmente a eventi a scopo benefico. Nella nostra intervista è emerso il carattere di Grey che io apprezzo molto.
“Prima di essere un personaggio sono una persona”, ha sottolineato, e ha proseguito affermando: “è un caso che sia diventata un personaggio, non è stato voluto, il caso ha voluto che ciò accadesse. Sono semplice, amo la mia casa, mio figlio e il mio cane, non amo la vita frivola e tengo molto a custodire il mio privato”. Parlare con Grey mi trasporta in un mondo pieno di forza interiore, un trasporto umano e soprattutto mi ha insegnato che le persone quando attraversano momenti bui poi in fondo al tunnel troveranno sempre una luce. Ringrazio Grey per questa bellissima intervista, che mi ha insegnato molto, il social network è un ponte che unisce due sponde il reale e l’irreale e lungo questo ponte la vita continua a scorrere, e mentre scorre incontri persone speciali come Grey, che con le sue parole, con la sua testimonianza artistica, riesce a lasciare comunque un segno alle persone che le restano in ascolto.

la donna che amo