RECENSIONI

Scarica la recensione a cura di Prof. Emidio Di Carlo, Università dell’Aquila e Critico d’arte della rivista “Urbis et Artis”


Scarica la recensione a cura del Prof. Ciro Attaianese, Rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

Calore e Colore

Scarica la recensione a cura di Maurizio Lozzi, Sociologo e giornalista, Presidente Nazionale CONSCOM Università di Camerino

Cromatismi e forme della pittura di Grey Est

Scarica la recensione a cura del Dott. Donato Formisano, Presidente della Banca Popolare del Cassinate

Scarica le recensioni a cura di: Avv. Nicola Ottaviani, Sindaco della Città di Frosinone, Emilia Zarrilli, Prefetto della Provincia di Frosinone, Giuseppe Patrizi, Commissario Straordinario della Provincia di Frosinone

Il trionfo del colore – la pittura di Grey Est

Scarica la recensione a cura del Prof. Luigi Fiorletta, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone

La crocefissione senza croce
Il Cristo inabissato di Grey Est

a cura del teologo e critico d’arte Sandro Costanzi
Spoleto, mercoledì 20 febbraio 2013

Ti baciano i raggi del sole dorato/mare antico e solenne

sono i versi di una quintina di Bruno Forte, dal titolo Lumen de lumine e tratta dalla raccolta Il libro del viandante e dell’amore divino (Casale Monferrato Piemme 2003); versi che ben si adattano ad una tela di Grey Est. L’opera della pittrice rappresenta un Cristo crocifisso ma sprofondato nel mare: un Cristo degli abissi il cui legno si confonde nelle acque della salvezza. L’acqua dà e la morte e la vita: tutto assorbe nel suo ciclo vitale e tutto vi riporta a nuova vita; questo è il suo potere soteriologico. Il Cristo non è un patiens: non trasuda umanità sofferente sulla croce, la quale, a seguito del suo mistero pasquale, è divenuta l’albero della vita. Il colore ivi predominante è l’azzurro – e non il rosso, quasi assente- : un azzurro luminoso che nella spiritualità trasfigura il corpo esamine. Il Cristo di Grey Est è un Cristus gloriosus, alleggerito però iconograficamente del suo aspetto messianico: è incarnato e quindi avvicina l’uomo redento al suo sommo atto d’amore, offerto a tutta l’umanità; all’uomo di ieri, di oggi e di domani. Insomma all’umanità di sempre. L’artista rappresenta il Redentore, irradiato dal Padre e fratello dell’uomo, nell’atto di risorgere. Si sta staccando dalla croce, si sta risvegliando dal sonno della morte, eccolo: sta per innalzarsi sovrano, Signore della vita e della morte; ma con la tenerezza di un Pastore, pronto a radunare e a pacificare l’amato gregge, disperso e scandalizzato dalla sua Passione, dalla sua Morte, dalla sua Croce. Continua Bruno Forte in Lumen de lumine:

e tu, mare nostro generoso,/restituisci in rapide/sillabe di luce.

Sillabe di luce appunto sono le pennellate bianche, che Grey Est distribuisce nell’azzurro; l’iride di pace, partorita dalla notte del mondo nelle profondità delle acque. Il gioco della luce – ora redenta una volta per tutte in una vittoria la quale può essere solo adombrata: mai più si spegnerà – con il proprio Creatore, la cui nascita annunciarono congiunti Giove e Saturno e alla cui morte si oscurò il Sole.